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Luce e Gas

Il risparmio sulle bollette di luce e gas nel proprio ambiente domestico è un obiettivo perseguito sempre da più persone, sia per ragioni economiche che ambientali.
Dunque, è importante scegliere con attenzione la propria offerta luce e offerta gas non solo per spendere meno nelle bollette ma anche per ridurre il proprio impatto ambientale e salvaguardare il clima del pianeta.

Risparmio energia in casa:
Possiamo definire risparmio energetico quell’insieme di azioni finalizzate a risparmiare e ridurre l’uso dell’energia per tutte le attività umane, sia quotidiane che industriali. Il risparmio energetico consiste quindi nell’individuazione e nella riduzione degli sprechi, nell’uso di tecnologie che aumentano l’efficienza energetica, riducendo i consumi per pari prestazioni.

In quest’ottica, il risparmio dell’energia elettrica e del gas in ambiente domestico assume particolare rilevanza e interesse proprio perché, trattandosi di spese indispensabili per ogni persona e famiglia, è un ambito in cui ognuno di noi può impegnarsi per ottenere un margine di miglioramento più ampio.

Monitorare il consumo energetico e le offerte del mercato:
Il costo dell’energia elettrica e del gas nelle bollette è determinato da una pluralità di fattori, e su alcuni di questi non è possibile intervenire in quanto sono costi fissi imposti dall’Autorità ARERA (Autorità di Regolazione per Energia e Ambiente).

Nella seconda metà dell’anno 2021 i costi dell’energia sono aumentati.

Per ridurre il costo di ogni bolletta, dunque, è possibile intervenire sulla scelta del fornitore e, in quanto consumatori, sulle azioni quotidiane volte a ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza energetica.

La liberalizzazione dei mercati dell’energia e del gas è un processo che in Italia ha preso avvio con i decreti legislativi n.79 del 16 marzo 1999 per l’energia elettrica e n.164 del 23 maggio 2000 per il gas.

Questi decreti hanno stabilito, fra le altre cose, che l’attività di vendita di energia elettrica e gas naturale fosse completamente libera, anche se soggetta ad un quadro regolatorio molto articolato, tale da garantire ai consumatori di poter beneficiare dei vantaggi commerciali senza perdere i propri diritti.

Come funziona il mercato libero:
La liberalizzazione ha fatto sì che tutti i clienti, privati e aziende, possano scegliere il venditore di energia elettrica e gas basandosi sulle offerte economiche più vantaggiose e il servizio migliore offerto, con la possibilità di cambiare fornitore in maniera semplice, veloce e sicura, senza che si possa verificare nessuna interruzione del servizio.

Servizi di tutela: quali sono e come funzionano
Il quadro legislativo, comunque, lascia ancora spazio ad altri tipi di servizi e offerte, quali quelli cosiddetti di tutela, che possono essere richiesti dagli utenti nonostante permettano minore flessibilità rispetto al mercato libero.

Nello specifico, possono accedere ai servizi erogati di tutela i clienti di energia elettrica domestici e non domestici di piccole dimensioni e i clienti gas domestici o condominiali con consumi inferiori a 200.000 Sm3/anno.

Nell’ambito dei servizi di tutela, quindi, l’esercente applica al cliente finale le condizioni economiche definite dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e aggiornate trimestralmente in base all’andamento dei prezzi delle materie prime sui mercati.

Mercato libero e Servizio di Tutela: differenze
Come accennato precedentemente, la differenza principale fra le modalità di erogazione dei servizi nel mercato libero e quelli di tutela, sta nella possibilità del cliente di godere offerte più vantaggiose, innovative e disegnate sulle proprie specifiche esigenze.

Come noto, la bolletta energetica è formata da molteplici componenti: tra questi, gli oneri di sistema, gli oneri di rete e le tasse, che si applicano indistintamente a tutti i clienti. Nei servizi di tutela anche il prezzo dell’energia è però definito dall’Autorità di settore, mentre quelle del mercato libero no. I gestori che operano in regime di mercato libero offrono prodotti commerciali diversi, al fine di incontrare le specifiche esigenze dei clienti, quali ad esempio piani tariffari con prezzo bloccato per un periodo di tempo determinato con lo scopo garantire risparmi nei casi in cui le tariffe ARERA tendano al rialzo.

Mercato libero dell’energia: quale futuro
Dal 1° gennaio 2022, in base alla Legge Concorrenza, la liberalizzazione del mercato dell’energia sarà completa: da quella data tutti i consumatori dovranno scegliere il proprio fornitore di energia elettrica e gas sul mercato libero.

Legge 4 agosto 2017, n. 124:
In vista di questo traguardo, per aiutare i consumatori a conoscere sempre più a fondo il mercato dell’energia e a scegliere consapevolmente il proprio fornitore, il legislatore e l’ARERA hanno previsto l’implementazione di una serie di strumenti, quali:

●        Offerte PLACET;
●        Portale Offerte;
●        Portale Consumi;
●        Linee Guida volontarie per i Gruppi di Acquisto.

Prezzi e imposte energia:
Per i clienti del Mercato Libero il prezzo dell’energia si differenzia in base al livello di tensione a cui è allacciato ogni punto di prelievo (Bassa, Media e Alta Tensione) e del tipo di utilizzo (usi domestici, usi diversi da abitazione e illuminazione pubblica).

Le componenti principali sono:
-spesa per oneri di sistema, per il trasporto e la gestione del contatore, stabilita dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (https://www.arera.it/it/prezzi.htm);
-costo di commercializzazione;
-spesa per imposte (IVA e accise).

Prezzi e imposte gas:
Per i clienti del mercato tutelato il prezzo della fornitura di gas è costituito dalle seguenti voci di spesa, il cui valore è stabilito trimestralmente dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente:
-spesa per la materia gas naturale (comprende gli importi fatturati relativamente alle diverse attività svolte dal venditore per l’acquisto della materia prima);
-spesa per il trasporto e la gestione del contatore (comprende gli importi fatturati per le diverse attività che consentono ai venditori di consegnare ai clienti finali il gas naturale);
-spesa per oneri di sistema (comprende gli importi destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema gas che vengono pagati da tutti i clienti finali);
-imposte (Comprende le voci relative all’imposta di consumo, l’addizionale regionale e l’Imposta sul Valore Aggiunto – I.V.A).

Per i clienti del Mercato Libero, il prezzo del gas si differenzia in base al tipo di utilizzo (usi domestici, usi diversi). Le componenti principali sono:
-una parte stabilita dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che comprende gli oneri di sistema e gli oneri a copertura di attività di interesse generale di sistema;
-una parte costituita dal costo di commercializzazione;
-una parte costituita dalle Imposte: IVA e Accise.

Perché è importante fare l’autolettura?
C’è un modo semplice per pagare solo il consumo effettivo: fare l’autolettura!
Pagherete così solo la luce o il gas che avete effettivamente consumato.
Se invece il vostro contatore è di nuova generazione, la lettura verrà inviata direttamente ad Agenzia Nord-Est.

Quando fare l’autolettura?
Se non volete trovare sorprese nelle vostre bollette ricordate di inviarci la vostra autolettura entro gli ultimi 7 giorni del mese.

Come si legge il contatore?
È sufficiente tener conto delle sole cifre a sinistra della virgola, come nella visualizzazione riportata qui sotto. Prendete nota delle cifre da sinistra a destra (compresi anche gli zeri) ed escludete le cifre decimali.

No, il passaggio al mercato libero è una libera scelta del cliente. I clienti che non sottoscrivono alcuna nuova offerta del mercato libero continuano a mantenere il proprio fornitore che garantisce il servizio di maggior tutela, alle condizioni economiche stabilite dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

Sì, puoi tornare al servizio di maggior tutela in ogni momento e senza oneri, esercitando la facoltà di recesso nel rispetto delle modalità e dei termini contrattualmente stabiliti. Inoltre, il cliente ha diritto al ripensamento entro 10 giorni lavorativi dalla data di sottoscrizione dell’offerta, inoltrando una comunicazione con lettera raccomandata con avviso di ricevimento alla sede del venditore indicata nel contratto.

Sì. Per aderire a una nuova offerta, basta stipulare il contratto con il fornitore prescelto: sarà lui a inoltrare la richiesta di recesso al vecchio e a occuparsi delle procedure necessarie ad attivare la nuova fornitura. Non va fatto alcun intervento sugli impianti e sui contatori: cambia infatti solo la gestione commerciale e amministrativa della fornitura. Una volta completato il passaggio, sarà il nuovo fornitore a inviare le bollette. La continuità e sicurezza del servizio deve restare assicurata. L’impresa di distribuzione che gestisce la rete elettrica locale, rimane la stessa anche se si sceglie di cambiare il proprio fornitore.

Scegliere di cambiare contratto o un venditore non comporta spese, a condizione che lo stesso cliente non abbia già cambiato venditore nei dodici mesi precedenti: solo in questo caso il distributore addebiterà un contributo fisso di 27 euro al venditore prescelto, che potrà a sua volta addebitarlo al cliente. Il contributo non è mai dovuto se il cliente intende tornare dal mercato libero al servizio di maggior tutela. Sul nuovo contratto è dovuta l’imposta di bollo (14,62 euro), in conformità alla normativa fiscale.

Sì. Grazie alla “liberalizzazione” del mercato, i consumatori acquistano il nuovo diritto per una libera scelta: si può decidere in ogni momento di cambiare contratto o mantenere ancora la fornitura alle condizioni fissate dall’Autorità, il cosiddetto servizio di maggior tutela, disponibile solo per le famiglie e le piccole imprese (se connesse in bassa tensione, con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro).

Dal 1° luglio 2007 in Italia, come nel resto dell’Unione Europea, è scattata la completa liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica. Questo significa che tutti possono scegliere liberamente un nuovo venditore di elettricità o cambiare contratto, selezionando sul mercato libero l’offerta ritenuta più interessante e conveniente. Si tratta di una scelta volontaria, non obbligata.

Le ore di Picco sono le ore dell’anno comprese tra le 08.00 e le 20.00 di tutti i giorni dal lunedì al venerdì.

Le ore di Fuori Picco sono, nei giorni dal lunedì al venerdì, le ore comprese tra le 00.00 e le 08.00 e tra le 20.00 e le 24.00 e, nei giorni di sabato e domenica e festivi, tutte le ore.

L’Offerta a Prezzo Indicizzato è l’offerta dedicata a chi è attento alle variazioni del prezzo del mercato all’ingrosso. Permette di pagare un prezzo variabile al principale indicatore del Mercato Elettrico Italiano.

L’Offerta a Prezzo fisso è l’offerta dedicata alle utenze in bassa e media tensione pensata per chi vuole pagare sempre lo stesso prezzo coprendosi dal rischio di rialzi. Si tratta infatti di una tariffa il cui prezzo è bloccato per 12 mesi indipendentemente dall’andamento del mercato.

L’Offerta per Fasce si sceglie quando il sito di fornitura è dotato di un misuratore orario.

L’Offerta Monoraria si sceglie quando il sito di fornitura è dotato di un misuratore monorario, quindi il consumo rimane costante tutti i giorni dell’anno in tutte le ore.

L’opzione tariffaria è l’insieme delle componenti tariffarie definite dagli esercenti (distributori) per la remunerazione dei servizi di trasporto, acquisto e vendita e misura dell’energia elettrica.

Il distributore gas, che opera sul territorio autorizzato con una concessione dell’ente locale, gestisce la rete di distribuzione e provvede, per conto del cliente finale o del venditore, ad allacciare il cliente alla rete del gas e a fare, sempre per conto di questi, tutte le operazioni connesse alla gestione dell’impianto del gas fino al contatore (attivazione, disattivazione della fornitura, spostamenti di contatori, ecc.). Il distributore è anche responsabile delle attività di misura (posa, manutenzione, verifica e lettura periodica del contatore del cliente).

Dal 1° gennaio 2003 si è completato il processo di liberalizzazione del mercato del gas metano, già avviato a giugno del 2000 con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n°164/2000. Oggi tutti possono scegliere liberamente il proprio fornitore di gas metano pur rimanendo allacciati alla rete di distribuzione locale.
Il passaggio ad altro fornitore è gratuito. Le società che erogavano il metano hanno separato l’attività di distribuzione da quella di vendita, affidando ciascuna attività ad un’azienda diversa. Il distributore locale, che opera in un regime di concessione pluriennale, continuerà ad occuparsi della gestione della rete, e quindi della sua manutenzione, dei nuovi allacciamenti e del servizio di pronto intervento gas. I clienti resteranno allacciati alla rete dell’azienda distributrice locale, ma potranno acquistare il gas metano da una società di vendita diversa.

In base alle condizioni economiche di fornitura, con la bolletta del gas, i clienti finali pagano le componenti relative ai seguenti servizi e oneri:

1- COMMERCIALIZZAZIONE ALL’INGROSSO: fa riferimento alla componente energia, ovvero il costo per l’acquisto della “materia prima” gas; incide per circa il 40% del totale della bolletta del gas al netto delle imposte ed è influenzata dalle quotazioni internazionali degli idrocarburi (aggiornamento trimestrale da parte dell’Autorità per l’energia);

2- COMMERCIALIZZAZIONE DELLA VENDITA AL DETTAGLIO: si considerano i costi per i servizi di commercializzazione e vendita come ad esempio la gestione commerciale, i servizi al cliente, etc. Rappresenta circa il 4,5% della bolletta ed è costituita da un valore fisso per ogni fornitore (il cosiddetto “punto di riconsegna”) e da un valore variabile legato ai consumi del cliente finale.

3- SERVIZI DI TRASPORTO E STOCCAGGIO: si tratta della somma dei costi delle reti di trasporto (l’utilizzo dei gasdotti della rete nazionale) e dei costi sostenuti per assicurare la movimentazione del gas e compensare le perdite di rete e gli sbilanciamenti tra il gas immesso nelle reti e quello prelevato. Rappresenta circa il 5% della bolletta gas. I costi di stoccaggio sono i costi per il servizio di “immagazzinamento” del gas, conservato in depositi sotterranei da dove viene poi prelevato per soddisfare le richieste del mercato nei diversi momenti o per far fronte ad eventuali emergenze. Tale costo rappresenta circa l’1,5% della bolletta.

4- DISTRIBUZIONE E RELATIVA COMMERCIALIZZAZIONE: è l’insieme dei costi per i servizi di distribuzione. Questa voce comprende oneri di installazione e manutenzione dei contatori, rilevazione, registrazione dei dati di misura e interventi di natura commerciale, copertura dei costi delle reti, dei sistemi di misura e fatturazione (eventuali conguagli), il fondo per misure e interventi per il risparmio energetico, lo sviluppo delle fonti rinnovabili, l’incremento della qualità del servizio e il contenimento della spesa dei clienti con bassi consumi, la compensazione dei costi di commercializzazione della vendita al dettaglio. La tariffa di distribuzione rappresenta circa il 14,5% della bolletta gas ed è ripartita in una Quota Fissa e una Quota Variabile. La Quota Fissa viene definita per ciascun ambito tariffario, ovvero l’area geografica. La Quota Variabile, oltre a essere definita per ciascun ambito tariffario, varia in funzione della quantità di gas consumata, ed è differenziata per scaglioni di consumo.

5- ONERI AGGIUNTIVI E IMPOSTE: si fa riferimento a una serie di oneri (come ad esempio i contributi al contenimento dei consumi gas) che incidono per circa lo 0,3% del totale della bolletta gas e alle imposte previste dalla normativa vigente. Le imposte comprendono l’accisa (sulla base di 4 scaglioni di consumo e due macro zone Centro Nord e Centro Sud), l’addizionale regionale e l’IVA calcolata sulla somma di tutte le voci della bolletta, (al 10% per i primi 480 mc consumati, al 20% su tutti gli altri). Le imposte rappresentano circa il 39% della bolletta.

Telefonia e Internet

Per attivare una linea di telefonia fissa è necessario fare richiesta alla società di telecomunicazione prescelta. Il costo di attivazione varia in base al gestore ed è spesso legato alle promozioni inerenti la tariffa sottoscritta.

Esistono ormai diverse soluzioni che garantiscono la navigazione Internet e che non comportano il pagamento del canone Telecom: abbonamenti con la sola ADSL molto vantaggiosi, servizi in FWA o con collegamenti completamente wireless.

Gli operatori telefonici offrono anche servizi di connessione a Internet che non usano alcuna linea fissa: si tratta di soluzioni totalmente wireless che necessitano di un modem dedicato o di una parabola in grado di ricevere il segnale internet.

La scelta fra l’uno o l’altro dipende dal proprio comportamento di consumo. Scopri la differenza e quali sono i migliori modem-router delle principali compagnie telefoniche adatti alle tue esigenze.

Quando si vuole cambiare operatore internet è bene conoscere le offerte del mercato e sapere bene come procedere con la migrazione. Non ci sarà alcun disservizio e le tempistiche saranno di circa 30 giorni.

In seguito alla liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni, gli utenti possono passare liberamente da un operatore a un altro e recedere dal contratto in anticipo rispetto alla naturale scadenza dello stesso.

Ormai tutto in casa ha bisogno di una connessione internet. Ecco perchè è importante fare una scelta oculata dell’operatore internet casa. La banda e la velocità di connessione, infatti, possono fare la differenza.

Mobilità Green

Per ricaricare la macchina presso i punti di ricarica su suolo pubblico sono necessari: cavo di ricarica; colonnina ad uso pubblico; strumento di pagamento.

No, non è necessario che la batteria sia completamente scarica per procedere con la ricarica. Le moderne batterie al litio utilizzate sui veicoli moderni beneficiano, al contrario, di piccole ricariche parziali. In questo caso, il tempo di ricarica può anche essere estremamente ridotto.

Uno dei principali vantaggi delle auto elettriche è la libera circolazione. Infatti con le auto a zero emissioni si evitano i blocchi del traffico e a seconda del Comune di appartenenza è possibile trovare parcheggi dedicati, sosta gratuita sulle strisce blu e libero accesso alle zone a traffico limitato. In 18 regioni il bollo è gratuito per 5 anni e in altre, come per esempio in Lombardia, risulta sempre non a pagamento.

Un altro aspetto da non sottovalutare è il comfort: nelle auto elettriche grazie all’assenza del rumore del motore il viaggio risulta più confortevole.

Le batterie delle auto elettriche non sfuggono alla sostenibilità. Infatti le batterie impiegate nelle autovetture, quando non sono più in grado di svolgere il proprio compito, possono continuare a essere riutilizzate in modo sicuro ed efficiente per altri scopi che richiedono caratteristiche e prestazioni diverse. La possibilità di riutilizzo per finalità diverse sposta quindi la necessità di smaltire le batterie fino a dopo 25 anni dal loro primo utilizzo, abbassando l’impatto ambientale dovuto alla loro produzione.

Certo, si può intraprendere qualsiasi tipo di viaggio programmando in anticipo le soste, la disponibilità di colonnine e il tempo di ricarica. Il navigatore, in alcuni modelli d’auto, ha memorizzato nel sistema le colonnine disponibili e organizza addirittura l’itinerario, calcolando anche dove sostare per la ricarica.

Il listino di un’auto elettrica parte da cifre più elevate rispetto ad un’auto tradizionale ma gli incentivi, le esenzioni, come ad esempio il bollo, o il costo del rifornimento permettono una drastica riduzione del costo, specialmente a medio e lungo termine.

Sono previsti per tutto il 2021 gli ecobonus per i veicoli con emissioni di CO2 WLTP compresa fra 0-66 g/km. L’ammontare dell’ecobonus sull’acquisto di auto totalmente elettriche (a zero emissioni) è di € 10.000 con rottamazione (veicoli con una classe inferiore ad Euro 6 e immatricolati prima del 1 Gennaio 2011) e € 6.000 senza rottamazione.

Efficientamento energetico

L’efficientamento energetico è l’insieme delle operazioni utili ad ottimizzare lo sfruttamento delle fonti energetiche. Gli interventi di efficientamento, volti ad armonizzare il rapporto tra fabbisogno energetico ed emissioni inquinanti, beneficiano di incentivi fiscali. Vediamo insieme a cosa serve, quali sono i vantaggi e come ci aiuta a risparmiare in bolletta.

Prima di scoprire di cosa si tratta, occorre distinguere tra efficientamento energetico e risparmio energetico. Di solito le due definizioni vengono, erroneamente, sovrapposte.

Il risparmio energetico consiste negli interventi volti a ridurre il consumo dell’energia necessaria all’esercizio di diverse attività, ma non necessariamente determina una migliore efficienza energetica. In questo caso, infatti, l’obiettivo è soltanto quello di consumare meno. Gli interventi di risparmio energetico servono dunque a ridurre i livelli di consumo, eliminando sprechi e migliorando l’utilizzo delle fonti di approvvigionamento.

Il significato di questi termini è molto semplice: vuol dire ottenere di più consumando meno risorse.

L’efficienza energetica, quindi, altro non è che la capacità di un sistema di assicurarsi un risultato migliore utilizzando meno energia rispetto ad altri sistemi. Il raggiungimento avviene aumentando il rendimento e consentendo un risparmio energetico e la riduzione dei costi di esercizio. Nello specifico l’efficientamento corrisponde all’adozione delle tecniche presenti sul mercato e di un comportamento consapevole e responsabile nei confronti degli usi energetici. Migliorare l’efficienza energetica significa dunque sfruttare l’energia in modo razionale, ridurre ed eliminare gli sprechi dettati da gestione e funzionamento di sistemi semplici o complessi.

L’obiettivo dell’efficientamento non è infatti quello di consumare meno energia, ma di impiegarla meglio. Consumare meglio equivale anche a risparmiare energia, diminuendo i costi e rispettando l’ambiente per effetto della riduzione delle emissioni inquinanti.

Tra le opere di efficientamento energetico si possono includere:

  • Installazione di pannelli solari,
  • Installazione di pompe di calore,
  • Montaggio di caldaie a condensazione,
  • Opere di coibentazione,
  • Sostituzione degli infissi,
  • Sostituzione delle lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo (LED),
  • Sostituzione dei termosifoni con i termocamini,
  • Installazione di impianti di climatizzazione o di impianti che garantiscano produzione, consumo o sostituzione di fonti rinnovabili con altre con maggior livello di efficienza.

Tutte queste attività possono migliorare l’efficientamento energetico, ovvero il rapporto tra l’energia immessa e il rendimento espresso in termini di produzione o consumi. Il miglior efficientamento energetico passa dunque attraverso interventi capaci di non inficiare le prestazioni a fronte della riduzione del consumo di energia.

Prima di entrare nel dettaglio della questione, è utile sapere che dal 2015 il Ministero dello Sviluppo Economico promuove l’efficienza energetica negli edifici tramite interventi di carattere regolatorio e agevolativo. Nella prima fattispecie rientra la certificazione energetica, nella seconda le detrazioni e gli incentivi fiscali.

La certificazione energetica, meglio nota come “Attestato di Prestazione Energetica” (APE), è un documento che attesta la classe energetica di un immobile, la sua prestazione e il suo consumo energetico per anno. Il certificato, oltre a determinarli su una scala che va dalla classe A4 alla classe G, consente di identificare le eventuali migliorie volte a ottimizzare la prestazione energetica dell’edificio o dell’abitazione, tramite un progetto di efficientamento energetico. Il piano di efficientamento energetico è lo strumento che include gli interventi da effettuare per ottimizzare consumi e tagliare gli sprechi in bolletta.

Il costo dell’APE è variabile e dipende da diversi fattori, come dimensioni dell’immobile, tipo e numero di impianti installati. Il prezzo dell’Attestato non è fisso ed è, dunque, determinato dalle caratteristiche dell’unità immobiliare, in termini di metratura e di tipologia dell’edificio: certamente il costo dell’APE per un negozio o una villa sarà maggiore rispetto a quello di un normale appartamento.

La certificazione energetica è uno strumento introdotto dal Ministero dello Sviluppo Economico anche per monitorare lo stato di efficientamento energetico del Paese. Il decreto introduce infatti il vincolo per le regioni e le province di stabilire procedure di controllo, al fine di analizzare non meno del 2% annuo degli attestati di prestazione energetica del proprio territorio. L’Italia infatti, come tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, ha l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’80-85% rispetto ai livelli di emissioni del 1990, sostenendo appunto la ristrutturazione e l’efficientamento energetico di edifici pubblici e privati.

In quest’ottica, tutti i nuovi edifici (inclusi quelli esistenti che devono subire una ristrutturazione importante) dovranno rispondere a criteri di efficientamento energetico ancora più severi: saranno gli edifici a energia quasi zero (NZEB), ovvero immobili ad altissima prestazione energetica, con fabbisogno energetico molto basso o prossimo allo zero. Questo è possibile grazie a ristrutturazioni mirate e all’adozione sempre più diffusa di fonti rinnovabili. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha redatto un Piano per l’incremento degli edifici a energia quasi zero (Panzeb).

L’Attestato di Prestazione Energetica è obbligatorio in caso di:

  • Costruzione di nuovi immobili, ristrutturazioni importanti ed edifici a energia quasi zero.
  • Ristrutturazioni superiori al 25% e riqualificazione energetica.
  • Compravendita o locazione di immobili già esistenti.

L’Attestato di Prestazione Energetica non è invece obbligatorio per gli edifici di culto, per i fabbricati industriali, agricoli e artigianali che non prevedono impianti termici o di climatizzazione, fabbricati isolati con superficie inferiore ai 50 mq.

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